Itinerario di Rotterdam in un giorno

La seconda città più grande d’Olanda, nonché uno dei porti più importanti al mondo, rappresenta la scelta ideale per una gita di un giorno dalla vicina Amsterdam o addirittura (come nel mio caso) da Bruxelles.
La sua posizione strategica la rende infatti facilmente raggiungibile in poco più di un’ora di treno da entrambe le capitali.


Perché Rotterdam?

La risposta non è così scontata. Rotterdam è una città a sé stante rispetto a tutte le altre grandi città europee, non sta lì a perdere troppo tempo a vantarsi di un passato andato ormai distrutto ma parla e vive di futuro.
Il suo centro è la massima espressione del genio dell’architettura moderna europea e della sostenibilità urbana. Ciò nonostante, una testimonianza della Rotterdam del passato convincerà anche i più scettici amanti delle bellezze storiche.

Non vi resta che partire!!

Giunti in stazione centrale, Il primo forte impatto con la città lo si ha appena usciti nella piazza antistante. Il particolarissimo design della stazione infatti assume un’identità metropolitana ed internazionale. La copertura, completamente rivestita da acciaio, rende l’edificio un
elemento iconico del paesaggio e sembra indicarci la direzione del centro città.

Centraal Station

La prima cosa che balza all’occhio sono le grandi altezze degli edifici circostanti, sembra di essere catapultati in una città oltreoceano.

Da lì dirigetevi verso Schouwburgplein per ammirare le strane opere
architettoniche di questa piazza e percorrete la Lijnbaan (la rinomata strada dello shopping) per raggiungere in pochi minuti uno dei pochissimi elementi storici presenti nel Centrum di Rotterdam, il Palazzo del Municipio.
Sulla sinistra vi salterà all’occhio una strana opera di colore giallo, è il curioso ponte “Luchtsingel” di Rotterdam, prima struttura al mondo realizzata tramite autofinanziamento pedonale e che collega tre distretti cittadini separati tra loro dai binari del treno.

Luchtsingel

Proseguendo lungo l’ Haagseever, tra le bici che sfrecciano da ogni angolo e strane case costruite sui canali, giungerete alla grande piazza del mercato.

Non c’è posto migliore dove poter fare una pausa pranzo.
La zona esterna pullula di bancarelle con specialità alimentari provenienti da tutto il mondo, la zona interna è invece una vera e propria meraviglia architettonica.

Markthall (Mercato Centrale)

L’immensa struttura ad arco con le pareti bucherellate viene definitiva da queste parti (forse esagerando) come la Cappella Sistina contemporanea.
Una serie di illustrazioni culinarie decorano il vasto soffitto, mentre eleganti bistrot, tradizionali friggitorie e banchi di street food arricchiscono il centro gastronomico più grande della città.

Giusto il tempo di gustare le famose fritjies che vi troverete immersi in uno de luoghi simbolo di Rotterdam: le case cubiche.

Case cubiche

Queste opere così creative e innovative rappresentano uno dei progetti più
interessanti della città. È facile capirne il motivo: sono praticamente dei cubi inclinati a 45 gradi, ottimizzati per sfruttare al meglio lo spazio disponibile ed è facile perdersi con il naso all’insù e curiosare tra le piccole finestrelle di queste assurde abitazioni.

E’ proprio tra i pilastri di questi edifici che si apre la più bella vista sulla “Casa Bianca” uno dei pochi edifici storici del centro di Rotterdam scampato ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Witte Huis, la “Casa Bianca” di Rotterdam

Da qui proseguite lungo il ponte Van der Louw, ammirate gli altissimi palazzi in vetro che si innalzano sui tre isolotti del distretto e lasciatevi scortare fino al Nieuwe Maas, il grande fiume che spacca letteralmente in due la città.

Camminando lungo la banchina si ha modo di ammirare in una vista di insieme tutto lo skyline cittadino oltrefiume.

Il quartiere Kop Van Zuid e il simbolico Erasmusbrug

Di lì a poco raggiungerete l’incredibile Erasmusbrug, il celebre ponte a forma di cigno divenuto il simbolo di Rotterdam e che collega il CENTRUM con il nuovo quartiere di Kop Van Zuid.

Vecchia zona portuale dismessa che, per il numero di opere contemporanee presenti firmate da architetti di fama internazionale (come il nostro Renzo Piano), ha portato a Rotterdam il titolo di città dell’architettura nel 2007.

L’atmosfera che si respira percorrendo il ponte è unica, sembra di stare in una città americana e le forme scomposte del “De Rotterdam” in effetti ricordano vagamente il vecchio World Trade Center newyorkese.

Complesso architettonico del De Rotterdam

Ora non vi resta che scoprire la parte culturale della città immergendovi nella ricca isola dei musei. Sono diversi quelli degni di nota, dal Kunsthal di arte moderna, al depot Boijmans Van Beuningen. sta a voi sceglierne uno in base alle tempistiche.
Se avete poche ore a disposizione e decidete di precludervi le visite ai musei avrete comunque modo di apprezzare dall’esterno l’incredibile struttura futuristica del Depot. Le sue pareti a specchio creano la visuale più originale sulla città.

Museo Depot

Ma come vi anticipavo, Rotterdam non è solo ed esclusivamente un ammasso di acciaio e grattacieli.
C’è un sobborgo ad ovest della città rimasto integro dopo la seconda guerra mondiale e che oggi rappresenta una vera e propria diapositiva del passato, si tratta del Delfshaven.

Scorcio del Delfshaven

Lontani dai ritmi frenetici del centro, in una tipica atmosfera olandese, potrete ammirare questo romantico canale, magari all’imbrunire quando le tipiche abitazioni che si specchiano sull’acqua acquistano un fascino ancor più grande.

Per terminare al meglio la giornata (se non avete paura delle altezze) salite
sull’Euromast, la torre panoramica che svetta da Het Park, e godetevi un resoconto visivo della bellissima città olandese.

La vista della città dall’Euromast

Se nel resto dell’Olanda si apprezzano antiche magioni, pittoreschi canali e campi di tulipani, qui si sfiorano grattacieli usciti dalle folli matite di Rem Koolhass, Renzo Piano e Álvaro Siza.
Ma del resto,come diceva il più celebre personaggio di Rotterdam, “ le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida e visionaria follia”.

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