Andalusia in 5 giorni: Siviglia, Cordoba e Granada

Che l’Andalusia fosse una terra speciale lo sapevamo, ma che ci avrebbe stregato così tanto non potevamo immaginarlo. I richiami arabeggianti, la primavera a inizio febbraio, l’atmosfera rilassata e la vivacità delle città hanno contribuito a regalarci dei ricordi meravigliosi che vogliamo condividere con voi insieme a qualche (speriamo utile) consiglio.

Alhambra di Granada

Premettiamo che febbraio non era il periodo da noi scelto per questo viaggio; saremmo dovuti partire ad aprile 2020 ma, causa covid, avevamo rimandato il tutto a data da destinarsi. Una serie di eventi fortuiti ci ha permesso di riorganizzare la partenza a febbraio e, con il senno di poi, non siamo affatto pentiti e vi spieghiamo perché:

PRO:

  • È bassa stagione per cui i prezzi di hotel e noleggio auto sono molto più convenienti.
  • Il tempo è meraviglioso: durante il giorno si sfiorano i 22 gradi, è abbastanza caldo da poter girare tutto il giorno ma non troppo da esserne condizionati. Unica accortezza: vestirsi a strati perché ovviamente c’è un bello sbalzo termico tra il giorno e la sera.
  • Non c’è calca o ressa di turisti, le città sono vive ma ci si possono godere i monumenti e le attrazioni senza file estenuanti o impedimenti.
  • Non occorre prenotare i biglietti con larghissimo anticipo, ad eccezione dell’Alhambra che comunque abbiamo prenotato “solo” una settimana prima.
  • Si trova facilmente parcheggio
  • Si trova posto nei ristoranti anche senza prenotare in anticipo

CONTRO:

  • Le fioriture non sono al massimo splendore
  • Il sole sorge abbastanza tardi, intorno alle 8:30

INDICE

Giorno 1: SIVIGLIA

  • Catedràl
  • Barrio de Santa Cruz e Juderìa
  • Jardines de Murillo
  • Plaza de Espana
  • Quartiere Triana (di sera)

Giorno 2: SIVIGLIA

  • Alcazar
  • Quartiere Triana
  • Setas (Plaza de la Encarnacion)
  • Alameda de Hercules

Giorno 3: CORDOBA

  • Palacio de Viana
  • Alcazar de los Reyes Cristianos
  • Juderìa, Calle de las flores, Calle San Basilio
  • Mezquita
  • Hammam El Andalus

Giorno 4: IZNAJAR e GRANADA

  • Borgo di Iznajar
  • Alhambra e Generalife
  • Albaysin, Mirador San Nicolas, Moschea
  • Realejo, Calle Caldereria Nueva
  • Centro, Catedral

Giorno 5: GRANADA

  • Monastero San Jeronimos
  • Capilla Real
  • Carrera del Darro

GIORNO 1

Siamo partiti da Roma Ciampino alle 6:35 dopo aver lasciato l’auto da Best Parking.

Il volo è durato 2 ore e 20 e, al nostro arrivo a Siviglia, ci è bastato uscire dall’aeroporto per trovare l’autobus EA che con soli 4 euro a persona e un quarto d’ora ci ha portati alla stazione centrale di Santa Justa che distava una ventina di minuti a piedi dal nostro hotel – Hotel Abanico – proprio nel quartiere El Centro, un pulviscolo di sanpietrini e strette stradine. Lungo la strada ci siamo fermati a gustare la prima, e unica, colazione tipica: pane, prosciutto e pomodoro. Con soli 3 euro abbiamo assaggiato una specialità spagnola accompagnata da una buonissima spremuta di naranjos e la gentilezza della proprietaria.

Lasciate le valigie in hotel, dove effettuano il comodo deposito bagagli, abbiamo iniziato il nostro tour alla scoperta della città che iniziava a svegliarsi (10:30). Le intricate stradine del centro ci hanno condotto proprio davanti la cattedrale su cui svetta la Giralda, la famosa torre emblema della città.

Invece che fare la fila (non lunghissima) abbiamo prenotato i biglietti online qui così da entrare immediatamente. Con 5 euro si può acquistare l’audioguida all’ingresso.

La visita inizia obbligatoriamente dalla salita sulla Giralda, 35 rampe di gradini bassi che man mano conducono a uno splendido panorama proprio sotto le campane.

Scendendo si entra nella Cattedrale (la più grande in stile gotico al mondo!!!) che ospita la tomba di Cristoforo Colombo e che merita di essere scoperta fino all’ultimo angolo. La grande Capilla Major, al centro della chiesa, lascia estasiati: sedetevi e godetevi i particolari mentre l’audioguida vi illustrerà le meraviglie della pala d’altare più grande al mondo.

Una menzione speciale merita la sala capitolare. Uscendo potrete ammirare nelle vetrine gli splendidi tesori della corona.

La splendida cupola affrescata della Sala Capitolare

Il Patìo esterno invece ospita un bellissimo giardino pieno di alberi di naranjos: alzate gli occhi al cielo per ammirare l’esterno della Cattedrale e della Giralda incorniciato dai colori del bucolico frutteto e godetevi i particolari della splendida facciata.

Subito fuori vi basterà attraversare la piazza e varcare la Puerta del Leon per ritrovarvi nel Patìo de Banderas nel cuore del Barrio Santa Cruz che prende il nome dall’omonima piazzetta.

Perdetevi tra i suoi caratteristici vicoli e godetevi i bellissimi scorci fino ad entrare nella Juderià (il quartiere ebraico) dove vi consigliamo di pranzare.

Barrio Santa Crùz

Noi, seguendo il consiglio della nostra guida, abbiamo mangiato da Vineria San Telmo: accomodatevi all’aperto e godetevi il sole caldo e le buonissime tapas.

Il locale è esattamente di fronte l’entrata dei Jardines de Murillo che meritano di essere attraversati anche solo per ammirare gli immensi tronchi degli alberi secolari che circondano fontane e panchine decorate con splendidi azulejos.

All’uscita vi ritroverete proprio sulla strada che porta all’entrate del Parque de Maria Luisa in cui si trova la bellissima Plaza de España. Se come noi, proprio prima di entrare nella piazza sentirete gli artisti di strada che spandono le melodie dei loro mandolini, l’emozione sarà assicurata. Girato l’angolo vi ritroverete in una delle più belle e grandi piazze mai viste. Costruita per l’EXPO del 1929, vi sono 48 panchine, magnificamente decorate con azulejos, che rappresentano le province spagnole e un canale solcato da ponti percorribile (nelle belle stagioni) con incantevoli barchette a remi. Salite sulla terrazza superiore per ammirare lo scenario dall’alto e gustatevi lo spettacolo dei danzatori di flamenco che si esibiscono attorniati da spettatori.

Prendetevi tempo per godervi la piazza, attraversarla in lungo e largo e scattare tante foto.

Se avete voglia di vederla illuminata di sera ricordate che chiude alle 22.

Uscendo dal parco incontrerete l’Università, se avete tempo fate una capatina nel cortile interno.

Abbiamo deciso di cenare in uno dei quartieri più popolari e genuini oltre il Guadalquivir: Triana. Super consigliato il ristorante La Brunilda: alternano tapas classiche a piatti della cucina asiatica mantenendo l’impronta andalusa.

Solomillo de ternera 🐂

Il quartiere si presta per una passeggiata, è pieno di locali e dall’estremità del ponte si può ammirare la cattedrale illuminata.

Tornati in hotel –Hotel Abanico–  abbiamo preso possesso della nostra stanza. L’albergo è delizioso, con un patio che a tratti ricorda un riad, molto pittoresco e tipico. Le stanze sono un po’ piccoline e non nuovissime. Inoltre il bagno era sprovvisto del bidet, ma tutto sommato è stata una buona scelta.

Reception dell’hotel

GIORNO 2

Se come noi deciderete di iniziare la giornata con una colazione “italiana”, recatevi da Gusto: è un locale turistico vicinissimo la Cattedrale con i prezzi un po’ cari ma i croissant sono buoni tanto quanto spremuta e tè.

La prima tappa del giorno è stata forse la più bella e emozionante di tutto il viaggio: parliamo dell’Alcazar di Siviglia. Avevamo prenotato online i biglietti comprensivi del Cuarto Real Alto, gli appartamenti reali, per i quali si ha un orario di ingresso preciso. Durante tutta la visita non sarà concesso scattare foto, sarete accompagnati da una guardia e vi verrà fornita un’esaustiva audioguida. Gli spazi non sono enormi e li visiterete in poco ma anche solo la vista sul Patio de las Doncellas  e il Sàlon de Embajadores meritano la visita; Per non parlare dello studio del re, una bellissima stanza con un’enorme finestra che si affaccia sul giardino.

Scesi nel Patio del Leon, entrerete nel Palazzo de Don Pedro e verrete catapultati in un altro mondo. Troppo lunga la lista delle sale e i patios da ammirare. Se siete appassionati di Game of Thrones vi torneranno alla mente le scene girate in questi splendidi spazi.

Patio de las Doncellas
Patio de las Doncellas visto da una delle sale afferenti
Patio de las Munecas
la Sala de la Justicia che si affaccia sul Patio del Yeso
Salon de Embajadores
La cupola del Salon de Embajadores. Durante la visita al Cuarto Real Alto vi potrete affacciare da quel balconcino per ammirare la maestosità della sala

Ma la visita non è finita, mancano ancora i grandi giardini. Subito fuori, prima di perdervi tra fontane e vasconi, entrate nei Banos de Dona Maria de Padilla: molto suggestivi. Attraversate la Galeria de Grutesco che divide i due giardini e non perdetevi gli appartamenti di Carlo V.

Banos de Dona Maria de Padilla
Galeria de Grutesco
Salon de los Tapices
Vista sulla Galeria de Grutesco dai Salones de Carlo V

All’interno del parco troverete wc e caffetteria ma attenzione perché i prezzi non sono molto accessibili.

Uno dei bellissimi pavoni che popolano il parco

Dopo la visita abbiamo deciso di tornare nel quartiere Triana per pranzare e vederlo con la luce del sole.

Abbiamo pranzato da Casa Cuesta: la foto parla da sola.

Grigliata mista iberica

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto le Setas ovvero una specie di nuvola ultra moderna su cui si può salire per ammirare il panorama.  Noi siamo saliti di giorno ma dalle foto sembra molto accattivante anche di notte quando la nuvola si colora di luci. Il giro è breve ma molto piacevole. Il biglietto costa 5 euro e si può acquistare dalle macchinette automatiche al piano sotterraneo in cui ci sono anche scavi archeologici romani. Proprio lì c’è l’ascensore che sale fin sulla struttura.

Una volta scesi rilassatevi sulla piazza piena di bambini, studenti che prendono il sole e skaters.

Scendendo la scala opposta invece vi ritroverete in Plaza de la Encarnacion e potrete addentrarvi nei vicoli fino ad arrivare ad Alameda de Hercules, definito il quartiere hippie e gayfriendly di Siviglia, che a noi ha ricordato un po’ San Lorenzo a Roma.

Siamo tornati in centro dove è molto piacevole cenare perchè le temperature ti permettono di mangiare tranquillamente all’esterno. Ovviamente di nuovo Tapas. Noi abbiamo scelto un locale consigliato dalla guida, Casa Tomate, un posto tranquillo, senza infamia e senza lode, con prezzi bassi e servizio veloce.

GIORNO 3

Lasciato l’hotel ci siamo diretti verso l’agenzia di autonoleggio Centauro con cui avevamo prenotato una mitica Kia Picanto (se scegliete la tipologia di auto più piccola tenete conto di quanti bagagli avete con voi perché il portabagagli non contiene due trolley). I prezzi sono ottimi (30 euro al giorno con assicurazione totale) e il check-in veloce. Ci hanno trattenuto 60 euro per l’opzione pieno-pieno, automaticamente restituiti alla riconsegna. link

Noi abbiamo fatto l’errore di non fare colazione sperando di fermarci velocemente in qualche autogrill sulla strada per Cordoba. Abbiamo provato a fermarci in un paio di bar ma sono abbastanza indecenti, sporchi e poco forniti quindi abbiamo dovuto aspettare di arrivare in città per mangiare.

Siviglia e Cordoba distano circa 140 km, in un’ora e mezza siamo arrivati all’Hotel Esperia, un albergo abbastanza moderno, con stanze molto ampie e una bella terrazza da cui ammirare la Mezquita. Si trova subito dopo il famoso Ponte Romano è possibile usufruire del loro parcheggio a pagamento (19 euro) ma essendo bassa stagione abbiamo trovato facilmente posto proprio sotto la nostra finestra.

Attraversato il ponte (che riconoscerete sicuramente se avete visto Il Trono di Spade) e consumata una veloce colazione ci siamo diretti verso il Palacio de Viana, una dimora storica formata da 12 patios, uno più bello dell’altro. Sicuramente febbraio non è il periodo migliore perché le fioriture non sono ancora al culmine ma è si tratta comunque di una visita molto piacevole.

Tornando verso il centro siamo arrivati davanti l’Alcazar de los Reyes Cristianos.

L’Alcazar vista dall’esterno

Prima di entrare ci siamo concessi un buon pranzo da Taberna Caballerizas Reales dove abbiamo assaggiato due piatti tipici molto consigliati: rabo de toro e flamenquin. Sono gentili e veloci e hanno tavoli all’esterno in cui godersi il tepore del sole.

Entrati nella fortezza, praticamente senza fare fila, abbiamo visitato velocemente la struttura interna, non particolarmente degna di nota se non per la sala con alle pareti i mosaici romani. La parte più bella è sicuramente quella dei giardini: passeggiate tra fontanelle, fiori e zampilli d’acqua. Ovviamente troverete naranjos ovunque.

Finita la visita abbiamo visto velocemente i resti degli antichi Banos arabi che però non ci sentiamo di consigliare visto che sono molto spogli. Lì vicino fate un salto nel caratteristico Barrio di San Basilio.

Escultura del Abuelo & El Nino

Il percorso verso il cuore della città (Patrimonio UNESCO) invece si è snodato nelle calles della Juderia. Vicoli bianchi con tanti fiori alle pareti, indimenticabile Calle de las Flores, squisiti negozietti e teierie tra cui scegliere, I tè sono tutti molto buoni, saporiti e leggeri.

Calle de las Flores

La perla di Cordoba è indubbiamente la monumentale Mezquita che merita tutta la vostra attenzione. Il cortile era abbastanza spoglio ma l’interno ci ha lasciato senza fiato: la commistione tra gli elementi della moschea e lo stile cristiano cattolico è impressionante. Vi ritroverete più volte a fare il giro per ammirare i dettagli sempre nuovi che vi balzeranno alla vista.

Alcune delle 856 colonne
Il mihrab e la maksura presentano le decorazioni più elaborate di tutta la moschea
Capilla Mayor, il fulcro della Cattedrale

La sera concedetevi un po’ di relax in un hammam tra acque calde e massaggi.

Una delle entrate alla Mezquita dopo l’orario di chiusura
Ponte romano visto di notte

GIORNO 4

Dopo un’abbondante colazione in hotel siamo partiti alla volta di Granada facendo tappa a Iznajar, un piccolo borgo tutto bianco e tutto in salita, che ha il cuore della sua bellezza nella piccola “piazzetta del bacio”. Vale la pena fare una sosta per ammirare la stradina piena di vasi azzurri e gerani e la vista sul paese sottostante.

In due ore di macchina totali siamo arrivati a Granada. La città si sviluppa su due coline, una di fronte l’altra. La prima ospita l’intero complesso dell’Alhambra mentre l’altra i quartieri storici. Noi avevamo scelto di soggiornare in un hotel proprio davanti l’ingresso dell’Alhambra e avere così a disposizione per 24h il parcheggio a 19 euro. Non sappiamo se sia la scelta più conveniente in generale ma è stata ottimale per i nostri tempi visto che siamo arrivati alle 13 in hotel e alle 13:30 abbiamo potuto rispettare l’orario di entrata ai Palacios Nazaries. Infatti, quando si prenota il biglietto per l’Alhambra, si sceglie un orario che si riferisce proprio all’ingresso dei suddetti palazzi. Si può entrare prima e visitare le altre zone, l’importante è essere puntuali per l’ingresso programmato. Attenzione perché c’è sempre un po’ di fila quindi mettetevi in coda per tempo. All’interno c’è un chiosco dove prendere un bocadillo o un gelato; è vietato introdurre cibo dall’esterno.

L’unico sito da cui si può acquistare è questo https://www.alhambra-patronato.es/

Fatelo con largo anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione!

L’interno è suddiviso in varie zone, vi segnaliamo le più degne di nota:

ALCAZABA

È la parte più antica dell’intero complesso. Salendo sulla Torre de la Vela potete ammirare la vista sulla città di fronte, verrete colpiti in particolare dal bianco dell’Albayzin, il quartiere musulmano di Granada, e da tutte le persone appollaiate sul Mirador di San Nicolas, il punto panoramico di cui parleremo dopo.

PALACIO DE CARLOS V

La parte più importante è il cortile circolare rinascimentale, in contrasto con il resto delle architetture. Composto da 32 colonne, disposte su due piani, è molto ampio, e dà accesso a una serie di musei.

PALACIOS NAZARIES

Il vero e proprio cuore del complesso, di eccezionale maestosità e bellezza. Seguite il percorso guidato e attraverserete dei luoghi mai visti prima. Attrezzatevi con una guida cartacea o un’audioguida perché c’è tanto da sapere e scoprire. Volendo si può prenotare una guida che parla la vostra lingua, spesso sono fuori dai musei e formano gruppi al momento.

Patio de los Arrayanes
Patio de los Leones
Palacio de los Leones
Palacio del Partal

GENERALIFE

E’ la residenza estiva e si trova distaccata dalla struttura principale. Bisogna percorrere un piacevole sentiero che porta dapprima ai giardini e poi alla struttura vera e propria: bianca, piena di fontane e splendide vedute arricchite da mudejar.

Vista sull’Albayzin

Uscendo dal Palazzo d’estate, un bellissimo sentiero bucolico, Cuesta de los Chicos, attraversa la valle tra l’Alhambra e il Generalife e scende fino a Granada centro.

La parte bassa è piena di belle piazze e viali, con l’imponente cattedrale, i locali gremiti di gente e i negozi; mentre salendo si incontrano l’Albayzin, il Sacromonte ovvero il quartiere gitano e il Realejo. Il primo è il quartiere bianco di cui abbiamo già parlato e il Mirador San Nicolas è il posto più frequentato al tramonto perché offre una spettacolare visuale sul palazzo dell’Alhambra.

Accanto c’è la piccola moschea in cui sedersi un attimo mentre più in basso la casa di Max Moreau che si può visitare gratuitamente suonando il campanello.

Scendendo ci si infila nel Realejo e in particolare su Calle Caldereria Nueva che merita assolutamente una visita perché sembra di entrare in un suk marocchino: ci sono teierie, negozi di lampade e specchi dal sapore arabeggiante, spezie e souvenir.

Dopo una lunga pausa a base di tè e narghilè alla Teteria Bagdad abbiamo cenato in un ristorante libanese lì accanto, Samarkanda. Decisamente consigliato!

Teteria Bagdad
Uno dei piatti della cucina libanese da Samarkanda

La serata l’abbiamo trascorsa a scoprire El Centro che si sviluppa tutto intorno la grande Cattedrale. Granada è una città molto particolare, un agglomerato di quartieri che sembrano portarti in altri luoghi, quartieri che sono tanto diversi eppure l’uno la continuazione dell’altro, quartieri che si mescolano e fondono mantenendo la loro anima peculiare.

Per tornare in hotel abbiamo percorso nuovamente Cuesta de los Chicos. Nonostante fosse completamente deserta, il buio intervallato da calde luci la rende un percorso molto suggestivo e romantico.

GIORNO 5

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato a un’altra passeggiata in centro, dove abbiamo visitato la Capilla Real (5 euro, domenica apertura ore 11) e il Monastero di San Jeronimos composto da un chiostro pieno di aranci e una chiesa bellissima.

Vista l’ora abbiamo deciso di mangiare lungo la vivissima Carrera del Darro, una delle strade più antiche di Granada, che costeggia il fiume.

Carrera del Darro

Dopo l’ultima abbuffata di tapas, siamo risaliti verso il parcheggio dove abbiamo recuperato la macchina e ci siamo messi in viaggio verso Siviglia dove ci aspettava il volo di ritorno.

Abbiamo fatto in tempo a gustarci l’ultimo bocadillo prima di lasciare l’Andalusia e salutare una terra meravigliosa, brulla e calda, ricca di storia e atmosfere orientali; una perla a metà tra Europa e Medioriente, un luogo che vi assicuriamo vi resterà nel cuore e nella mente.

P.S. Tutto ciò che vi abbiamo raccontato lo trovate anche nelle storie in evidenza di presoingiro

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